| | Uncategorized

Quante volte ti è capitato di parlare con il tuo smartphone? È una pratica ormai super diffusa e ultra comoda per poter ottenere informazioni o scambiare messaggi in mobilità senza dover digitare sulla tastiera.

La ricerca vocale sul mobile è infatti più facile da utilizzare e più intuitiva rispetto ai tradizionali metodi di ricerca.

In base a quanto diffuso da Wired, i dati raccolti evidenziano che il 2019 segnerà una crescita, anche in Italia, del numero di ricerche vocali merito soprattutto del consolidamento di queste nuove abitudini di conversazione e dalla diffusione di nuovi dispositivi domestici come Google Home e Amazon Echo.

Te lo chiedo a voce

Le ricerche vocali, svolte cioè dall’utente con il supporto di tecnologie come Google Assistant, costituiscono senz’altro una tendenza da tenere d’occhio. Il fenomeno è particolarmente evidente nel segmento di popolazione più giovane. Secondo una ricerca condotta lo scorso anno da eMarketer, le persone di età compresa fra i 25 e i 34 anni costituiscono il 26,3% degli utenti di assistenti digitali voice-enabled.

Vince lo stile dialogico

Le ultime statistiche parlano chiaro: l’user experience passa sempre di più attraverso la ricerca vocale. I dati sono esplicativi e fotografano una situazione che sta cambiando e sta spingendo la tecnologia e i principali attori del mercato verso un radicale rinnovamento delle interfacce vocali. Gli assistenti virtuali stanno acquisendo un ruolo attivo nella quotidianità dei consumatori e il mercato è in obbligo di dare risposte convincenti.

In Italia un’indagine condotta dalla FIND, nel 2016, ha evidenziato che il il 46% dei possessori di smartphone nel 2015 ha utilizzato la ricerca vocale almeno una volta per vari scopi (nel 2013 la percentuale era del 38%). E’ chiaro che lo smartphone è sempre più a portata di mano nel momento del bisogno e questo impatta le modalità di ricerca dei contenuti.

Google assistant aiuta chi non può parlare grazie a Diva

Tecnologie sempre più all’avanguardia che trasformano i nostri device in veri e propri supporti di vita. Lo dimostra il progetto italiano Diva che amplia i servizi offerti da Google Assistant, creando un’alternativa tecnologica in grado di sostituire i comandi vocali per le persone affette da disabilità verbali.

La novità è stata presentata in occasione della Google I/O, la conferenza annuale di Big G dedicata agli sviluppatori di Mountain View. Sviluppatore di questa nuova tecnologia è l’ingegnere Lorenzo Caggioni, che lavora presso la sede milanese di Big G.

Diva, acronimo che sta per DIVersely Assisted, è una scatola tecnologica in grado di attivare Google Assistant ogni volta che viene premuto l’apposito pulsante di cui è dotata: riesce, infatti, a convertire il segnale in un comando per l’assistente. L’idea dello Strategic Cloud Engineer nasce con l’obiettivo di aiutare giovani con problematiche verbali a guadagnare maggior autonomia nelle azioni quotidiane.

Più autonomia con Diva

“Mio fratello Giovanni ha 21 anni e la sua passione sono la musica e i film. Ma essendo nato con cataratte congenite, sindrome di Down e sindrome di West, non riesce a parlare”, ha spiegato Caggioni rivelando la sua fonte di ispirazione per il nuovo progetto.

“Ora stiamo esplorando la possibilità di attaccare a diversi oggetti tag Rfid – ha aggiunto l’ingegnere – Si tratta di etichette elettroniche in grado di inviare segnali a radiofrequenza. Associando un comando a ogni tag Rfid e applicandole a strumenti della quotidianità, sarà possibile interagire con l’assistente vocale semplicemente avvicinando gli oggetti con etichette elettroniche a Diva. Una persona potrebbe usare un pupazzo per far partire un cartone animato in Tv oppure un CD per attivare la musica, semplicemente avvicinando a Diva l’oggetto”.

“Diva – ha concluso –  è solo un punto di partenza”.

Perché scaricare Google Assistant

L’assistente Google incarna sempre più l’idea della tecnologia come estensione delle potenzialità umane. Rappresenta uno strumento che, se fino a pochi anni fa non era immaginato, oggi è fonte d’aiuto. Il 90% di Google Assistant è machine learning, ovvero la base dell’intelligenza artificiale. Lo smartphone ascolta la richiesta, esamina il contesto, cerca una soluzione e propone la risposta. Gli ambiti di utilizzo sono tanti, vanno dalla semplice chiamata telefonica senza comporre il numero alla possibilità di inviare messaggi a parenti e amici oppure alla ricerca di informazioni che richiederebbero una ricerca su Google o comunque un paio di passaggi fatti con touch e tastiera.

Per usufruire di questo servizio non è necessaria alcuna applicazione, Google Assistant è totalmente integrato nel telefono.

Vuoi estendere le tue potenzialità con l’assistente Google? Scopri le caratteristiche degli smartphone Nuu Mobile G2 eG3 powered by Android.